iMilani Srl sostiene il Progetto Saphira, un’iniziativa di tutela ambientale e ricerca scientifica promossa da Sea Shepherd Italia in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn.


Il progetto ha l’obiettivo di proteggere una delle specie di tartaruga marina più rare al mondo e monitorarne il viaggio per raccogliere dati fondamentali per la conservazione della biodiversità marina.

CHI è SAPHIRA?

Saphira è una tartaruga marina della specie Lepidochelys kempii, conosciuta come tartaruga di Kemp, la più rara al mondo.

Questa specie è originaria del Golfo del Messico, dove si concentra la quasi totalità dei siti di nidificazione a livello mondiale.

Il suo ritrovamento nel Mediterraneo rappresenta quindi un evento eccezionale e scientificamente rilevante, che rende il Progetto Saphira di grande valore per la ricerca internazionale.

Dal salvataggio al ritorno in mare: un progetto di recupero e tutela ambientale

IL RITROVAMENTO DI SAPHIRA

Saphira è stata trovata in difficoltà nelle acque delle coste Salernitane a giugno 2025.

Il ritrovamento ha immediatamente attirato l’attenzione di Sea Shepherd Italia e della comunità scientifica, poiché rappresenta un caso di grande interesse per lo studio dei cambiamenti ambientali, delle correnti marine e delle nuove rotte migratorie.
Intervenire tempestivamente è stato fondamentale per garantire a Saphira una possibilità concreta di sopravvivenza e recupero.

LA CURA E LA RIABILITAZIONE

Dopo il recupero, Saphira è stata trasferita presso il Turtle Point, il centro di cura specializzato della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, uno dei principali poli di riferimento in Italia per la tutela delle tartarughe marine.

Qui è stata sottoposta a un accurato percorso di cura veterinaria e riabilitazione, che ha permesso di:

  • valutare le sue condizioni di salute
  • monitorare eventuali conseguenze legate allo stress o all’inquinamento
  • restituirle gradualmente forza ed equilibrio prima del rientro in mare

Durante le fasi di cura e diagnosi veterinaria, gli specialisti hanno individuato nel corpo di Saphira:

  • frammenti di plastica
  • reti da pesca
  • gomma, fibre e filamenti sintetici
  • sassi e rocce

probabilmente scambiati per cibo durante la navigazione.

Questo periodo di osservazione è stato fondamentale non solo per la salute di Saphira, ma anche per raccogliere dati utili alla ricerca scientifica sulla specie.

SAPHIRA TORNA IN MARE

Una volta completato il percorso di riabilitazione, Saphira è stata rilasciata in mare il 12 novembre 2025, segnando l’inizio di una nuova e importante fase del progetto.
Prima del rilascio, alla tartaruga è stato applicato un trasmettitore satellitare GPS, che consente di monitorarne gli spostamenti nel tempo.

Il ritorno in mare di Saphira non è solo un momento simbolico, ma rappresenta un passo concreto verso:

  • la conoscenza delle rotte migratorie di una specie rarissima

  • la comprensione delle dinamiche del Mediterraneo

  • la tutela futura delle tartarughe marine e dei loro habitat

Segui il viaggio di Saphira

Il viaggio di Saphira continua e può essere seguito nel tempo grazie al monitoraggio satellitare.
In questa pagina, i dati raccolti verranno aggiornati ogni due settimane, per raccontare in modo trasparente e continuo l’evoluzione del progetto.

22 novembre 2025

Il primo rilevamento di Saphira è avvenuto a circa una settimana dal suo ritorno in mare. La giovane tartaruga è in buone condizioni e in costante spostamento. Dopo una fase iniziale con direzione verso sud, Saphira ha nuovamente costeggiato il litorale e ha avviato l’attraversamento del Golfo di Napoli, proseguendo il suo percorso nel Mediterraneo.

10 dicembre 2025

Saphira ha attraversato un tratto di costa particolarmente delicato, caratterizzato da un’elevata presenza di attività di pesca e da un intenso traffico marittimo.

Successivamente, la tartaruga si è spostata verso mare aperto, raggiungendo un’area al largo delle coste dell’alto Lazio, riducendo così l’esposizione ai principali rischi antropici.

10 gennaio 2026

Dopo aver risalito la costa laziale, Saphira oggi nuota nelle acque tra la Corsica e le isole dell’Arcipelago Toscano.

Questo tratto del suo percorso è di grande interesse scientifico per comprendere come questa specie affronti i mesi più freddi dell’anno. Saphira resterà nel Mediterraneo o intraprenderà una nuova rotta?

10 febbraio 2026

Il monitoraggio satellitare conferma che la nostra viaggiatrice sta bene e continua la sua esplorazione.

Saphira ha raggiunto il Mar Ligure e, nonostante le temperature più basse, si sta adattando con successo a questo nuovo ambiente.

Seguire Saphira rappresenta un’opportunità straordinaria per approfondire lo studio dei movimenti di una specie in pericolo critico di estinzione.

10 marzo 2026

Dopo aver attraversato il Mar Ligure, Saphira è al largo di Antibes, mentre prosegue il suo percorso verso ovest.

Ogni suo spostamento viene seguito con attenzione dai ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn: un’attività preziosa, che rappresenta uno dei rarissimi monitoraggi satellitari di questa specie nel Mediterraneo occidentale.

Quale sarà la sua prossima rotta? Continuerà lungo le coste francesi o intraprenderà un viaggio ancora più ambizioso, verso lo Stretto di Gibilterra e il Golfo del Messico?

30 marzo 2026

Dopo alcune settimane nelle acque francesi, la nostra piccola viaggiatrice ha cambiato rotta puntando verso la Sardegna. Oggi si avvicina al Parco dell’Asinara: solo una breve deviazione durante la traversata lascia intuire l’utilizzo di correnti favorevoli.

Con l’arrivo della bella stagione e l’aumento delle temperature marine, si apre una fase cruciale del monitoraggio. Grazie al trasmettitore satellitare FastLoc GPS, i ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn possono osservare e studiare l’evoluzione delle rotte e dei comportamenti della tartaruga di Kemp, specie originaria del Golfo del Messico.

Resterà nel Mediterraneo o tenterà il ritorno verso l’Atlantico?

Perché iMilani supporta il progetto

iMilani è una società benefit che integra la sostenibilità ambientale e sociale nel proprio modello di impresa.
La sponsorizzazione del Progetto Saphira rientra in un percorso più ampio di responsabilità ambientale, che comprende:

  • supporto a progetti di conservazione marina
  • sensibilizzazione sull'inquinamento dei mari
  • collaborazioni per promuovere la responsabilità collettiva